Intervista ai Wargame


1. I Wargame son vivi dal 2012 e hanno all’attivo un botto di live e dischi, demo ed EP. Raccontateci gli highlights della vita di questa band dedita alla causa crossover-thrash e (immaginiamo) della birra da discount.
Ciao, belli! Qua Ale! Inizierei citando uno dei nostri massimi riferimenti culturali, ovvero Jessie J.: “every second is an highlight!”. Ci siamo fondati nel 2012 e per i tre/quattro anni successivi abbiamo suonato il più possibile in qualsiasi posto e situazione riuscissimo a infilarci, rompendo le palle a chiunque per poter partecipare, registrando nel frattempo alla bell’e meglio il nostro primo demo e l’EP Acid Barf. A una certa abbiamo capito che suonare compulsivamente tre volte a settimana negli stessi quattro posti di Milano ci avrebbe solamente portato a un collasso cardiaco, quindi abbiamo deciso di fermarci un attimo e di registrare un album. Il risultato è stato Sick of Italy, che per converso ha avuto una genesi interminabile: abbiamo iniziato a registrarlo a Ottobre 2014, poi ci siamo persi via, abbiamo ricominciato a registrare ad Aprile 2015, poi ci siamo persi via di nuovo, quando ci siamo ripigliati abbiamo capito che fare della nostra vita e alla fine abbiamo fatto uscire il disco ad Agosto 2016. Solo che nel frattempo avevamo composto un sacco di pezzi nuovi, così praticamente a un anno dall’uscita del primo album, siamo finiti a registrare il secondo, Dead Skaters Brigade. Diciamo che non brilliamo per capacità organizzative, ma andiamo là dove ci porta il cuore! Tra gli highlights devono essere citate per forza le feste di compleanno di Tony che diventano ogni anno più brutte.


2. Dead Skaters Brigade è fuori per la Slaughterhouse Records ed è registrato al Toxic Basement. Parlateci di questo disco, di che cosa rappresenta per voi e di come è stato registrarlo con Carlo Altobelli.
Dead Skaters, dopo Sick of Italy che è stata la nostra prova del fuoco, è stato il balzo oltre la barricata (sperando che oltre la barricata ci sia un morbido materasso e non un sacco di merda). Abbiamo tutti percepito che con questo disco avremmo dovuto fare un passo in avanti, anche se non sapevamo ancora in che direzione. Musicalmente siamo sempre stati nella scomoda posizione di essere difficili da catalogare, un brutto mischione con troppi riferimenti a troppe robe, “too punk for metal, too metal for punk” e quindi non piacevamo a nessuno. Con quest’album abbiamo cercato di trovare la nostra identità, senza vergognarci di “non assomigliare a nessuno”. Carletto del Toxic Basement ha assecondato questa nostra intenzione, sopportandoci per ben nove giorni nel suo studio con i nostri deliri e i nostri timori irrazionali. Registrare da lui è sempre un piacere, perché riesce sempre a capire quello che vuoi, a darti una mano a tirare fuori il meglio, a correggerti e a migliorarti.
Ciao, Carletto! ❤



3. Parliamo del lato visuale delle cose. Chi ha disegnato lo skater zombi che sta facendo l’invert? Chi invece ha curato il sobrissimo video di Fast Cars?
Quell’artwork tutto flippato è stato ideato e realizzato da Lorenzo Cecchetto, in arte “FourtyFour”. Si tratta di un giovanissimo ragazzo un sacco fico che fa un sacco di disegni un sacco fichi, qua a Monza. Si occupa anche di reshape di tavole da skate, design di streetwear, illustrazioni varie - quindi diciamo che giocava in casa! È un bravo bagai, disponibilissimo e assai promettente! Il sudatissimo e sporchissimo video, invece, è stato fatto da Mattia Castiglia di Matæria Visual Arts, un altro nostro compaesano con una barba molto sexy che si sta facendo notare come video-maker. Andate a cercare i suoi lavori: è un fissato col metalcore più zarro che c’è, ma a noi piace così e lo perdoniamo.

4. Per quanto riguarda lo skate, quanti di voi skateano e come avete cominciato? Lo considerate uno sport o uno stile di vita?  Il nostro consulente di skate chiede inoltre se preferite park o street e cosa preferite tra Tony Hawk pro Skateboarding e la saga di Skate.
Io personalmente di skate non ci capisco un cazzo e se salgo su una tavola mi cappotto da fermo. Le uniche rotelle che faccio girare, di solito, sono i miei coglioni. Nella band, però, abbiamo tre skater a tempo perso, Tony, Rello e Max, e uno che per lo skate venderebbe anche sua sorella, Defo. Questi passa metà del proprio tempo a licenziarsi e l’altra metà a skateare sui sampietrini e a rompersi tutte le epifisi disponibili. Quindi direi più che uno stile di vita, nel suo caso è uno stile di morte. Il nostro batterista Tonno è una persona di sani principi e quindi non skatea, anzi, di base non fa proprio un cazzo. Per il resto, mi dicono street e Tony Hawk American Wasteland.


5. Un grosso mammifero vi attacca. È probabilmente carnivoro e molto nervoso. Vi chiede 5 o più album che vi hanno influenzato e vuole anche una piccola descrizione per ciascuno di essi. Fate in fretta, ha già preso uno dei vostri cantanti!
Coi grossi mammiferi (umani e non umani) ho un pessimo rapporto, visto che di solito i cani mi mordono, quindi penso di essere io il cantante preso in ostaggio. In ogni caso, siccome a questa domanda non sapevamo cosa rispondere e rischiavamo di scioglierci prematuramente, abbiamo deciso di scegliere un album a testa e tagliare la testa al toro. Tonno ha scelto Death or glory dei Running Wild, perché ci sentiamo tutti un po’ pirati e vorremmo essere un sacco heavy metal. Max seleziona Massive Aggressive dei Municipal Waste, che è il loro disco più sfigato e a noi piacciono i perdenti. Rello ha estratto Fino alla fine delle Porno Riviste, siccome l’adolescenza in Brianza è noiosa, alcolizzata e indimenticabile. Tony ha votato Appetite for destruction dei Guns ‘n Roses, che è il disco più bello che esista dopo Reing in blood e che rappresenta il nostro mai dimenticato lato glam. Defo ha scelto Permission to land dei The Darkness, che è la giusta carica di demenza e nonsense e astronavi. Infine, anche se è il sesto disco, io opto per Dealing with it! dei D.R.I., l’album più pazzesco che ci sia, che è la nostra passione per la velocità e il marciume.



6. Monza non sappiamo neanche dov’è, quindi ignoriamo cosa ci sia e dove si mangia bene. Parlateci della vostra città e di band e luoghi degno di nota. Poi se scappa anche qualche band italiana non delle vostre parti la citiamo uguale, idem i side projects (facciamo proprio product placement)!
A Monza non c’è granché a parte l’autodromo (che non ci piace) e la salsiccia spalmabile (che ci piace). È una sorta di crocevia: troppo piccola e vicina a Milano per essere una grande città, troppo piccola e isolata per essere provincia. Il risultato è che è pieno di pirla, scappati di casa e depressi - categorie in cui rientriamo perfettamente tutti noi. Di band a Monza ce ne sono quattro in croce, quindi per forza di cose devo includere anche la provincia e un po’ di circondario. Citerei i Kalashnikov Collective che sono un po’ i tutori di tutto ciò che è bello a Milano, i nostri fratelli Nekropunta che citiamo sempre e a cui vogliamo tanto bene, i nostri metallari preferiti Ekpyrosis, quei gigioni degli Extirpation e dei Rawfoil. Tra i gggiovani, abbiamo i monzesissimi Delirant Chaotic Sound. Un po’ fuori zona, ma citerei anche gli Hyperblast, che hanno un ottimo gusto in ambito di serie tv e sul palco saltano come matti. Tra i side projects, io e Max abbiamo in ballo un progetto neo-crust fantasy che va avanti solo nei mesi estivi, sempre Max ha una serie sterminata di one-man-band che non andranno mai in porto, Tony ha una carriera da professore di chimica che conta come side project, mentre Tonno e Defo suonano in una band blues rock strumentale che si chiama Holdtimers con cui sperano di rimorchiare qualche milf.


7. Come avete intenzione di promuove il disco? Ci sarà un tour/mini tour dei Wargame? A questo proposito vogliamo succosi aneddoti live che siamo sicuri abbiate, vogliamo indecenza!

…bella domanda! Ricordi che dicevo che non abbiamo molte capacità organizzative? Per ora, contiamo nei prossimi mesi di girare qua al nord per portare un po’ in giro l’album. Se ci gira bene, se Defo non viene licenziato, se a Tony vanno bene gli esami, potremmo pure organizzare qualcosa di più strutturato. Ehi, voi che ci leggete: avete proposte? Scriveteci che ne parliamo! Fino ad oggi, ci siamo limitati a rocambolesche trasferte in giro per l’Italia, in cui: ci hanno lanciato addosso delle pesche marce dopo una festa di compleanno; abbiamo parlato male dei gggiovani d’oggi con una guardia giurata alle cinque di notte in un autogrill; fatto la popò in una pineta sulla spiaggia a Gennaio; siamo rimasti chiusi in uno skatepark per tutta la notte fino a che dei punk non sono venuti a salvarci; dato fuoco alla testata del basso e rischiato di incendiare uno squat storico; ci siamo rotti i polsi tirando cazzotti ai muri di compensato di una TAZ il giorno prima di registrare gli assoli di chitarra…


8. Quali sono le vostre influenze per i testi? La copertina sembra abbastanza fumettosa, è un mondo che vi piace e vi influenza o siete più tipi da film? In caso parlateci di cosa vi ispira e, soprattutto, di cosa è NEO MILAN?
I testi si dividono in tre categorie: cazzate intergalattiche senza un senso compiuto, vaghi miei tentativi di scrivere qualche canzone seria e un ibrido totalmente nonsense tra le prime due. Per le cazzate stellari ci ispiriamo un po’ a tutto quello che ci capita sotto mano: dai film e le serie TV (Fast Cars parla dei Transformers, Radioactive Fish di Godzilla, mentre Toxic Fog è ispirata a The Fog di Carpenter), ma anche situazioni reali (Mad Master è un delirio sadomaso-horror sul lavoro salariato, Molotov Man è la storia di un tipo che si trasforma in un supereroe che lancia molotov contro le camionette della polizia, Dead Skaters Brigade… non ho ancora capito bene di cosa parli!). Tra i testi più seri abbiamo Wallbreakers che parla del delirio securitario che vorrebbe imporre barriere tra i popoli e le persone, Control Over You è un invito a esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale e identità di genere, Recurring of Times è una riflessione su questa disgustosa rimonta nazionalista e fascista. Insomma, prendiamo ispirazione da tutto ciò che ci passa addosso, che viviamo e che cerchiamo di trasformare in baccano e urla sconnesse! Terror Over Neo-Milan è un incubo horror-cyberpunk in cui immaginiamo un povero teppista di strada inseguito da un branco di terrificanti techno-poliziotti dotati di lame al posto delle mani, in una Milano fantascientifica, Neo-Milan, appunto. Per questa canzone ci siamo ispirati idealmente a Ghost In The Shell, ma anche a Mad Max, Blood Drive, The Matrix, mescolando e shakerando tutto con la Milano che conosciamo, fatta di metropolitana, aperitivi sui navigli, cocktail sovrapprezzo e rucoletta, palazzi e indifferenza.


9. Toglietevi un po’ di sassolini dalle scarpe e diteci tutto quello che vi sta sul cazzo della scena italiana (l’assenza di gonfiabili ai concerti no, è troppo ovvia).
In verità, la scena italiana non ci dispiace! Forse è perché abbiamo una prospettiva un po’ limitata, avendo girato relativamente poco! Ad esempio, pensiamo che a Milano da un paio di anni a questa parte ci sia una gran bella scena, soprattutto punk e HC, grazie al sudore di alcuni ragazzi e ragazze che si sbattono come uova, del tutto aggratis. Ciò che non ci piace, a volte, è la tendenza delle band di trovarsi la loro piccola nicchia - musicale e umana - e restarci. A volte sembra che i gruppi vengano fatti sedendosi a un tavolo e dicendo: “Bene, a che band voglia somigliare? S.O.D., Kreator o Municipal Waste?”. Son d’accordo che non c’è più nulla da inventare e che rubare è un atto di profonda creatività, però, un minimo di sforzo per trovare un taglio “personale”!

10. Spazio libero. Esprimetevi come meglio credete ma, se fate un disegno come a fine tema alle elementari, avrete un timbro a stella sulla mano.
Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce, sdilenca un poco e gnagio s’archipatta. È frusco, il Lonfo! È pieno di lupigna, arrafferia malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna, se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa legica busia, fa gisbuto; e quasi quasi in segno di sberdazzi gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...